Le forme di aiuto

Accoglienza, ascolto e relazione e relazione, accompagnamento amichevole

Il compito primario delle operatrici è l’accoglienza gentile e l’ascolto attento della donna che manifesta l’intenzione di interrompere la gravidanza per la precarietà delle condizioni economiche, sociali, familiari o di salute, di esaminare con la stessa e con il padre del concepito (quando si presenta, nel rispetto della loro dignità e riservatezza) le possibili soluzioni dei problemi che la riguardano e che porterebbero all’interruzione della gravidanza; di informarli sui propri diritti, di promuovere ogni opportuno intervento atto a sostenere la madre, offrendole tutti gli aiuti necessari sia durante la gravidanza sia dopo il parto.

L’operatrice segue la donna nei momenti di particolare difficoltà, in caso di bisogno l’accompagna in ospedale per esami clinici, o presso il servizio sociale di competenza; quando è necessario e se la madre lo richiede, assiste al parto.

Le donne che richiedono l’aiuto per la maggioranza sono straniere, a volte sono anche clandestine; quindi le operatrici devono tener conto delle diversità di lingua, di abitudini, valori e religione diverse, per questo ricevono continua formazione.

La mamma è accolta in ambienti riservati ed è messa a proprio agio; deve avvertire che i suoi problemi sono condivisi dall’operatrice che, estraniandosi dal proprio vissuto, si mette in completa sintonia con lei cercando di capire il suo vero problema senza mai giudicarla.

I disagi della mamma sono diversi: spesso una serie di difficoltà materiali, economiche e sanitarie sono il paravento dietro cui si celano altri disagi che raramente sono manifestati, quali l’abbandono, la violenza, la solitudine e le difficoltà di coppia.

La persona è sempre un mistero e l’ascolto è molto importante e particolarmente delicato.

In seguito la relazione d’aiuto si concretizza con l’analisi dei bisogni e l’attivazione di un lavoro di rete con gli organismi pubblici e privati del territorio di residenza della mamma, sollecitando le Istituzioni ad assolvere gli obblighi che competono loro.

Le operatrici prendono contatto in primo luogo con i servizi sociali di competenza, poi con tutte quelle associazioni o realtà del privato sociale ed ecclesiale che possano soddisfare parte dei bisogni ed insieme assistere le madri con più determinazione ed efficacia.foto volontarie

L’operatrice incontra frequentemente la donna, la segue nelle sue necessità concrete promuovendone l’autonomia, la sostiene psicologicamente e moralmente; si fa carico anche di renderla responsabile della propria vita e di aiutarla a continuare con le proprie forze, attivando e stimolando le capacità insite in ogni persona.

Due volte al mese le operatrici si riuniscono in gruppo con la presenza del supervisore, della presidente e della tesoriera ed espongono i casi emblematici per ricevere aiuto e consiglio da parte del supervisore che è anche formatore. Nell’ambito di queste riunioni di gruppo le operatrici espongono dettagliatamente le problematiche delle loro utenti e illustrano la rete di servizi che hanno contattato. Per ogni singolo caso, dopo aver ragionato sulle problematiche si decide un progetto di aiuto che può essere in denaro (Prog. Gemma invio di richiesta); in casi particolarmente gravi e bisognosi viene erogato dal CAV, in Buoni spesa per alimentari o in Buoni farmacia, si prende atto anche delle richieste di oggettistica fatte dall’utente e nei limiti della giacenza in magazzeno si assegnano.

L’accompagnamento dell’operatrice non finisce quando nasce il bambino, si protrae in genere fino a che il figlio ha tre anni ed in casi particolarmente problematici anche oltre.

Il CAV sostiene anche quelle donne e quelle famiglie che avendo già scelto di avere figli si trovano in difficoltà socio-economiche tali da non essere in grado di mantenerli.

L’operatrice è la forza, il valore aggiunto ed il capitale umano del CAV, offre il proprio tempo in assoluta gratuità rifiutando anche eventuali rimborsi spesa

Prevenzione:

Nel caso di donne con problematiche particolari o a famiglie numerose in difficoltà, consigliamo i “Metodi Naturali” inviando la donna o la coppia presso il Consultorio Diocesano Scarpellini.

Servizio di informazione

Vengono fornite informazioni sui diritti socio-sanitari.

Lavoriamo in rete con lo Sportello sociale e sanità del dipartimento Famiglia e politiche sociali della CISL e della CGIL vi indirizziamo le utenti che necessitano di informazioni e di orientamento sul piano socio sanitario.

Aiuto economico

Per ogni donna che necessita di un aiuto economico si studiano e si attivano progetti personalizzati.

Gli aiuti dati direttamente dal Centro sono erogati a mezzo “Buoni” 

Buoni spesa spendibili presso il Supermercato Auchan di Bergamo con il quale è in atto un accordo per l’acquisto di Buoni da € 50 o da € 20 abbiamo anche messo in atto con la direzione del Supermercato alcune prassi di controllo sugli acquisti degli utenti che devono essere solo generi di prima necessità. Eroghiamo anche “Buoni” spendibili presso la Farmacia dell’Ospedale del valore di € 20 ciascuno. 

Nel 2018 abbiamo erogato 446 buoni alimentari per un importo di  € 16.090 e 82 buoni farmacia per un importo di € 1.640 e contributi in contanti per un importo di € 4.000. Complessivamente l’erogazione è stata di € 21.730.

Il denaro viene erogato tramite Progetto Gemma per donne che si presentano entro il terzo mese di gravidanza o in casi di particolare necessità. 

Dal 1 Gennaio 2018 è partito il reddito di inclusione sociale, il nuovo sussidio economico introdotto con l'approvazione della legge delega contro la povertà. Questo sussidio resterà attivo fino al mese di Marzo 2019 quando sarà assorbito dal nuovo reddito di cittadinanza. 

Nel novembre 2018, è stato rinnovato il Bonus Famiglia dal periodo1/01/2019 – 30/6/2019.

  • “Progetto Gemma” consiste nell’adozione anonima a distanza di una mamma gravida entro il terzo mese, in possesso di certificato d’interruzione di gravidanza, per un periodo di 18 mesi (gli ultimi 6 mesi di gravidanza e i primi 12 mesi di vita del bambino). Ad ogni donna viene erogato un contributo mensile di € 160 per un totale di € 2.880. 
  • L’impegno di adozione da parte dei benefattori e la richiesta di adozioni da parte dei CAV sono gestite dalla Fondazione Vita Nova che tramite un comitato esamina le richieste ed assegna il Progetto ai vari CAV che ne hanno fatto richiesta.
  • L’adozione a distanza viene assunta da persone singole in occasione di un avvenimento gioioso (come matrimoni o compleanni) o di un avvenimento doloroso (come la commemorazione di un caro defunto), da gruppi parrocchiali, da gruppi d’amici, da comunità e Comuni.
  • Anche varie associazioni assumono un’adozione Gemma come pure le volontarie stesse dei Centri di Aiuto alla Vita, oppure gli stessi CAV di alcune città di tutta Italia. 
  • Nell’anno 2018 le adozioni sono state 33, alcune erogate con importo dimezzato. A causa di ciò, il CAV deve far fronte, come può per completare l’aiuto alla mamma, o con contributo in denaro o  buoni per acquisto di beni di consumo.

Aiuto con oggettistica

Viene fornito gratuitamente a tutte le donne che ne fanno richiesta, vestiario per la madre e il neonato ed oggettistica infantile (corredino, lettini, carrozzine, passeggini, ecc.). Tale materiale in parte viene donato al CAV da benefattori e in parte viene acquistato direttamente dal CAV. Nell’anno 2018 sono stati consegnati 142 corredini nuovi ad altrettante utenti.

Per evitare spiacevoli inconvenienti si è pensato di far firmare alle utenti che ritirano oggettistica usata (518 pacchi) una liberatoria relativa all’obbligo di igienizzare la stessa prima dell’uso, esonerando il CAV da qualsiasi responsabilità.

Aiuto in latte e pannolini

Vengono decisi alcuni progetti di fornitura di latte e pannolini a seconda delle necessità dell’utente. Il latte viene in parte donato dai benefattori e nella grande maggioranza dei casi vengono dati buoni per l’acquisto presso la farmacia o il supermercato. I pacchi di pannolini forniti sono stati 773

PREMIO GIACOMELLO: Abbiamo inviato tre relazioni di casi mamme particolarmente coraggiose ad accogliere il figlio, la commissione ha deciso di prendere in considerazione due casi, assegnando €400 ad una mamma ed € 300 all’altra. In seguito una componente della commissione esaminatrice del Premio, leggendo anche la terza storia ha deciso di premiare la mamma personalmente con €300 In totale abbiamo ricevuto € 1.000 che consegneremo a queste mamme.

Aiuto abitativo

Il CAV effettua la ricerca d’abitazione e di accoglienza presso i Centri convenzionati con il Comune di Bergamo, la Caritas, la casa d’accoglienza Gilania della Comunità Ruah, la Casa a colori o altri Centri convenzionati con il Servizio sociale del Comune di Bergamo.

Sono numerose le richieste di accoglienza da parte di donne che necessitano di un tetto anche solo per un breve periodo a cui non sempre riusciamo a far fronte ma ci facciamo portavoce presso le istituzioni che devono provvedere in particolare quando si tratta di mamme incinta o mamme con bimbi in tenera età.

Consulenze professionali e visite mediche

Sono offerte gratuitamente consulenze mediche ginecologiche, psicologiche e legali, grazie alla collaborazione con il Consultorio Diocesano “Scarpellini” che si avvale di professionisti a cui indirizziamo le utenti che necessitano di tali consulenze.  Nell’anno 2018 le varie prestazioni offerte dal CAV sono state complessivamente 1.178 (vedi dettaglio in statistica)

Interventi di rete

L’accordo operativo con il Comune di Bergamo, in particolare con il Servizio Sociale dell’area Minori stipulato nel 2009 è stato rinnovato nel settembre 2018 fino all’agosto 2020.

L’“accordo operativo” è volto a favorire gli interventi, riconoscendo il ruolo e l’attività che il Centro svolge da 37 anni, semplificando le modalità di intervento garantendo un contributo all’attività. In particolare nei casi di emergenza l’Assessorato alla Coesione Sociale si fa carico dei casi segnalati dal CAV attraverso progetti personalizzati, secondo le necessità economiche o di assistenza e nelle situazioni che richiedono inserimenti urgenti in strutture di accoglienza. Il Centro di Aiuto alla Vita diviene ufficialmente punto di riferimento per informazione, orientamento e aiuto alle donne o alle coppie nei confronti della genitorialità responsabile; collabora con gli operatori sociali del Comune nel rispetto dei ruoli e delle competenze per offrire una risposta integrata alle donne in difficoltà. Le operatrici del CAV nella gestione delle situazioni delle famiglie sono tenute al segreto d’ufficio.

Annualmente ci incontriamo con le responsabili dei Minori e del PASS ed anche con le assistenti sociali per un aggiornamento delle prassi comuni.

  • Dopo la chiusura del nostro Nido Famiglia nel 2011 si è stipulata una Convenzione con il Comune di Bergamo nella quale lo stesso si impegna ad accogliere i bambini nei nidi comunali dando così alle mamme la possibilità di lavorare; un modo per favorire la loro integrazione nel tessuto sociale della città.
  • Le Assistenti Sociali dei comuni della provincia sono nostre referenti per i casi sul loro territorio; i rispettivi servizi ci segnalano situazioni di madri in difficoltà per una gravidanza o per sostegno a famiglie con figli.
  • Cerchiamo la collaborazione delle parrocchie per supportare le famiglie in difficoltà che risiedono nel loro territorio.
  • Collaboriamo attivamente con gli operatori della CARITAS Diocesana, che sono i nostri interlocutori per casi di famiglie in difficoltà e di accoglienza in emergenza.
  • Siamo federati con la Federvita Lombardia, che ci rappresenta e ci assiste nelle incombenze fiscali e legislative e con i rapporti con la Regione Lombardia.
  • Partecipiamo alle Assemblee che sono anche formative nel confronto con gli altri CAV della Lombardia.

 

Progetti  per il futuro

  • Rinnovare e migliorare l’accordo operativo con il Comune di Bergamo per lavorare in rete.
  • Continuare ed incrementare i rapporti di rete con tutte le associazioni che condividono la nostra mission.

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